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Archivi del mese: aprile 2012

chi meglio di una fata può incantarci
e con la voce guidarci fuori dal dolore…
la vita chiama e sotto gli ulivi brilla la sua voce

better than a fairy, who can enchant us
and with her voice guide us out of pain …
life is calling, under the olive trees shines her voice

maciste-e-titania

non 300 ma sicuramente 3 dei cento

trio

il mastino si è perso? questi non si sono persi affatto…

duo
Columella, Lucius Iunius Moderatus:
“se il fondo è piantato a d’alberi e frutti e privo di pascolo, si possono nutrire con pane di farro bagnato nell’acqua in cui sono state cotte le fave…”Giacomo dice:” come un’alimentazione piuttosto scarna permetteva comunque a questi soggetti una vita serena, oggi invece si è costretti a ricorrere ai Royal Canin…” risposta:
non farei confusione fra alimentazione scarna ed alimentazione moderna: le fave, e quindi l’acqua della loro cottura, erano per uomini e per cani, un grande sostituto della carne, ricche di vitamine, fibra, potassio, ferro e quant’altro.
tutte queste sostanze, ovviamente, in grande parte finiscono nell’acqua di bollitura, quindi non parlerei propriamente di alimentazione scarna, ma anzi era assai ricca.
ovviamente non puoi paragonare le fave coltivate oggi, piene di pestici e povere di sostanze per la crescita accelerata data da fertilizzanti chimici, con le fave di allora.
poi, alla royal (che pure maciste ha mangiato per un anno), non ti costringe nessuno: ovviamente, se sono un agricoltore o un allevatore di altri animali, mi è comodo nutrire i cani con i prodotti della mia azienda agricola (che siano fave, polli, manzo o cavallo poco importa), mentre se devo comperare il cibo al superercato, mi serve un leasing per ciascun cane, a meno di non trattarli a scarti di lavorazione, in cui non sai nemmeno cosa c’è in mezzo.
noi abbiamo fatto una prova: il primo giro bene, il secondo pure, al terzo giro 20 chili di carne il giorno dopo, quando l’ho aperta per sbollentarla, puzzava da far schifo.
chiaro che torni alle crocchette, noi usiamo una pappa senza additivi, nè esaltatori di sapore, nè altro, una pappa biologica fatta da un amico allevatore con carne essiccata e non farina di carne con olii aromatizzanti e bisunti.
se manca qualcosina dal colore delle gengive, si fa una tantum una aggiunta di olio vivo, poi ogni tanto un po’ di lievito di birra e se capita croste di forma.
i nostri cani sono belli in forma, li teniamo volutamente magri e tener leggero un cane vuol dire regalargli anni di vita.
se non capita qualche disgrazia, ovviamente.chiaramente poi, vista l’iniziale scarsità di linee di sangue con cui si è lavorato dopo 2 guerre mondiali che hanno quasi estinto i cani, specie quelli di grossa taglia, in tutta l’europa, teatro di guerra, fame e bombardamenti, ovviamente il patrimonio genetico era ridotto ma soprattutto la consenguineità era, è, è stata, una scelta obbligata per fissare di nuovo il tipo.
ovviamente, con la stretta consanguineità, indispensabile per fissare le caratteristiche di razza, purtroppo si fisssano a volte anche tare genetiche che spesso non escono in prima generazione, e a volte nemmeno in seconda generazione, ma si ripercuotono poi su tutta la discendenza e servono ovviamente anni prima di uscirne fuori.
ai tempi del colummella… lo leggi anche dal trattato… mica si girava un singolo agricoltore in un unico gruppo di cani tutti suoi e tutti parenti.
questa fissazione delle tare, è poi anche conseguenza di alcuni miti tipo la “gelosia” o l’esaltare il fatto di cedere i propri cani solo ad una cerchia ristretta di persone “amiche”. il risultato, ovviamente, è un impoverimento del pool genetico della razza.
guardati la storia degli “zaccari”: consanguineità strettissima… e per un cane buono ce n’erano 10 che facevano pena.in generale, sulla tua provocazione sono ovviamente d’accordo: lo vedi dai nostri cani, maciste in primis che qualcuno ci ha consigliato di “aumentare” di almeno 20 chili perchè cosi’ avrebbe fatto bella figura… in expo’, ovvio, perchè per strada la sua bella figura la fa eccome, perchè si muove come una pantera… cosa che ingrassato non farebbe piu’.
concerto d’agosto
il pensatore