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maciste

ONCE UPON A TIME IN APULIA

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sul sacro rosso suolo

canispugnaxinapulia

all’ombra dei sacri ulivi

apuliani

i nostri eroi

maciste arrivo

sempre vigili e attenti

canis pugnax totta

in gara contro il tempo

c

nonostante il doversi guardare

hercules

a quei pericoli che nella vita colgono alle s…palle nei momenti delicati

danger cane corso totta

con Eolo che impetuoso soffia sul mare d’inverno

canispugnax

si decide di seguire la profezia

e dalla sommità della montagna di fuoco arriva Sofia

THE SOFIA’S ORIGINAL STYLE

s

dragster

L’ INCREDIBILE SOFIA

Lioness

COLEI CHE DARÀ ORIGINE AL CANIS PUGNAX  IN APULIA

sofiasincron

U BOOT marca stradone

antenna marina

il rarissimo camaleonte messapico

mastino sei e sabbia diventerai

sfoggia le sue doti mimetiche

camaleontico

ROBINSON & VENERDI

robinson e venerdi

CANIS PUGNAX LIFE STYLE

involuzione

la mitica Totta Limited Edition

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LA LEONESSA

thelioness

 

LA PROFEZIA

antri oscuri e sibillini lo attendono per sottoporlo alla rituale prova

che portano un molosso a essere

” IL NOSTRO MOLOSSO”

la caverna della sibilla

maciste era entrato fiero nell’apuleo trullo per compiere il rito,
era entrato nell’oscuro antro per diventare con pienezza il nostro mastino,
dopo ore di attesa lo vedemmo uscire, non più baldanzoso e fiero
com’era entrato, ma sconvolto.
era di certo divenuto con pienezza il nostro mastino,
prova ne è il fatto che ci potè raccontare quel che gli era successo.

(he had entered into the apulian “trullo” to perform the rite,
had entered the dark cave to fully become our mastiff,
after hours of waiting we saw him out, no more self-confident and
proud as it was entered, but upset.
he was certainly become fully our mastiff
infact he could tell us what had happened.)

mastinosauro

nascosta tra i sassi di quell’antica costruzione, una testa
pietrificata di dio mastino
gli aveva rivelato la profezia che incombe su di lui.

(hidden among the rocks of that ancient building, a petrified head of
a mastiff god
had revealed the prophecy hanging over him.)

deuxmolossus

di questa profezia lui condivise con noi il peso e fu così che,
seguendo il volere dell’antico mastino, portammo il nostro molosso
dall’uomo sulla montagna di fuoco e là, come manna dal cielo,
scese fra di noi ciò che al nostro molosso mancava:
era lei, la sapienza che regge la spada.

sofia

da loro sarebbe rinata l’antica stirpe dei molossi romani da arena.

(of this prophecy, he shared with us the weight and so it was that,
following the will of the ancient mastiff, we brought him
to the man who lives on top of a fire mountain and there, like manna
from heaven,
what went down between us was that our mastiff was missing:
she was her, she was sophia, the wisdom that holds the elsa of the sword.
they would be revived and the breed of arena’s roman mastiff.)

elsadellostradone

LA SCELTA

nelle campagne pugliesi, tra gli ulivi da decenni deserti di cani,
vidi tre belve.
(in the apulian countryside, among the olive groves for decades
deserts of dogs, I saw three beasts.)

la prima belva era legata ad un ramo, mi feci avanti e lei abbassò il
capo per venirmi addosso,
(the first beast was tied to a branch, I approached her and she lowered
her head to come against me,)

la prima belva

“non passare di qui” voleva dirmi, ma la vidi legata e credetti di
poter passare.
feci un passo e si udì un fischio da lontano, la belva mi guardò in
silenzio e si allontanò.
solo quando la vidi sdraiata all’ombra dell’ulivo, indifferente a me,
mi accorsi dell’errore.
(“Do not go there” she wanted to tell me, but she was tied and I
thought I could go.
I took a step and heard a whistle from a distance, the beast looked at
me in silence and walked away.
only when I saw her lying in the shade of the olive, indifferent to
me, I realized my error.)

la prima belva

la grossa corda che partiva dal collare era solamente appoggiata al ramo,
era la belva a trattenere la corda, lei stessa non la faceva cadere.
senza quel fischio, un altro passo sarebbe stato forse fatale.
(the thick rope that was linked to her collar was only resting on the branch,
the beast wanted to hold the rope, and it did not fall.
without the whistle, another step might have been fatal)

la seconda belva mi sembrò anch’essa legata ad un ramo, ma questa
volta non mi lasciai ingannare,
guardai l’altro capo della corda prima di passare e vidi ch’era
soltanto appoggiato.
ma questa bestia era grande non più della metà della prima, nemmeno mi
guardava e pensai fosse facile passare.
quando le fui a pochi metri voltò di scatto la testa.
il corpo restò immobile, rivolto al luogo da cui era venuto il
fischio, gli occhi mi fissarono dicendo

“tu puoi passare, m’han detto, ma io non lo gradisco e voglio che tu lo sappia”.

(the second beast also seemed linked to a branch, but this time this
did not fooled me,
I looked at the other end of the rope before going and saw that it was
only resting there.
but this beast was great not more than half of the first, not even
looking at me and I thought it was easy to pass.
when I was a few feet, she turned her head shot.
her body remained static, facing the place from which was came the
whistle, her eyes stared at me saying

“You can go, they told me that you can go, but I do not like you to go
and I want you to know this”)

la seconda belva

la terza belva era nera, sdraiata avanti ad un muro credetti che
stesse riposando all’ombra d’un albero.
vidi da lontano una lunga corda che la tratteneva,

quindi osai avvicinarmi e m’accorsi ch’era maschio.

“soffro” mi disse “perché tante strade ho avuto davanti, ma fra tutte
ho scelto la più difficile”.
non gli chiesi il perché della sua scelta, non ne ebbi bisogno:

di fronte a lui un albero d’ulivo lanciava
a terra la sua fresca ombra, alla sua sua destra un nespolo dalle
foglie fruscianti inviava frescura,
alla sua sinistra alloro fresco e profumato poteva offrire ristoro.
ma lui stava lì, non all’ombra del fico d’india, ma un po’ di lato,
dove il pieno sole lo accaldava,
e non era terra quella su cui stava sdraiato, ma spinose pale.

(the third beast was black, lying next to a wall I thought he was
resting in the shade of a tree.
I saw from afar a long rope that held the beast, so I had the courage
to approach it and I realized that it was male.

“I suffer,” he said, “because among so many roads that were open to me, I chose the more difficult one”
I did not asked him the reason of his choice, I had not needed: in
front of him an olive tree was throwing its cool shadows on the
ground, on his right a fresh loquat tree rustled, a laurel on his left
could offer fresh and fragrant refreshment.
but he was there, not in the shadow of the prickly pear, but a little
‘side, where the full hot sun was choking him,
and it was not on the land that he was lying, but on thorny platiyclades.)

la terza belva

“quale scelta?” gli chiesi, ma udii un fischio e come in un lampo la
belva nera non c’era più.

mi voltai di scatto e vidi fumo dove prima era legata la seconda belva.
per un attimo, mi parve di vedere una figura umana e la sagoma della
prima belva nascosta dietro all’ulivo.

(“what choice?” I asked him, but I heard a whistle and in a flash the
black beast was gone.
I whirled around and saw smoke where it was first linked to the second beast.

for a moment, I thought I saw a human figure and the shape of the
first beast hidden behind the olive tree.)

il segreto

ma non ne son certo, un attimo dopo vedevo solo fumo e fui costretto a fuggire.
(but I am not sure, a moment later I saw only the smoke and I was
forced to escape.)
(giuly dark)

RAID IN BASILICATA

neapolitan mastiff raid

in un pomeriggio di sole, in una terra di antichi sassi che porta i
segni del mare che un tempo la celava al mondo, un figura ed una belva
mi attraversarono la strada.
(in a sunny afternoon, in a land of ancient rocks that bears the marks of the sea that
for a long time has concealed it against world, a figure and a beast have crossed my road.)

neapolitan mastiff raid

rimasi immobile e bloccai il fiato: la belva m’era nota e temetti la comparsa d’altre due
(I stood still and I froze my breath: the beast was known to me and I feared the coming of two other)

raid 2

la belva quasi scomparve in un anfratto ed allora mi sporsi per seguirne il passaggio,
ma una figura umana mi chiese conto del mio guardare
(the beast was almost vanished in a cleft and then I leaned over to follow her passage,
but a human figure asked me the account for my watching)

neapolitan mastiff raid

erano là, le altre due belve di cui avevo temuto l’arrivo,

ma legate questa volta anch’esse,

e non feci in tempo a capire se la figura umana fosse la stessa che accompagnava la prima.
non risposi ma mi voltai di scatto, le belve eran dietro di me,

ma la figura che le accompagnava parve non far piu’ caso alla mia presenza

(they were there, the other two beasts of which I had feared the arrival, but this time
were chained and I did not have time to see if the human figure was the same that
accompanied the first.
I did not answer but I turned my head, the beasts were behind me, but the figure with
them did not seem to be interested in me.)

neapolitan mastiff raid

neapolitan mastiff raid

guardai la figura salire e ridiscendere i pendii fra i sassi,

la vidi accompagnare la prima belva entro un antica dimora scavata nella roccia,

la vidi accompagnare la seconda
(I looked the figure that went up and down the slopes between the stones, I saw her
accompany the first beast within an ancient dwelling carved into the rock, I saw her
accompany the second one)

ma la terza belva, quella nera, entro’ sola, e prima di entrare in
quell’antro mi fisso’ negli occhi e mi disse:
“io ti conosco, già ti parlai della mia scelta. oggi, come vedi, da solo vado incontro al mio destino.

rinunciai a falsi nomi e chiamai me stesso nessuno,

oggi si compirà il mio destino,

oggi si deciderà se del mio antico nome son degno.”

(but the third beast, the black one, went into the dwelling alone, and before entering
the cavern he looked me right in my eyes and said: “I know you, I already talk with you about my choice. today, as you see, by only I meet my fate. I refused fake names and I called myself nobody, today my fate will be maked, today it will be decided whether I’m of my old name worthy or not”)

neapolitan mastiff raid

neapolitan mastiff raid

volevo aspettare il suo ritorno, dietro e di fianco a me, di nuovo c’erano le altre belve e mi fissavano.
non vidi corde che le legavano,

ma non ebbi paura perché il loro scopo era chiaro e per dar loro un segno mi sedetti su di un masso.

(I want to await his return, behind and next to me, again there were the other beasts
that stared me.
I did not see the strings that tied them, but I dont was afraid because their purpose
was clear and to give them a sign I sat on a boulder)

neapolitan mastiff raid

dopo molte ore udii un ruggito provenire dal tempio di pietra.

la belva nera, prima di uscire, si era girata a ringraziare qualcuno a me non visto.

(after several hours I heard a roar coming from the temple of stone. the black beast,
before going out, had turned to thank someone I did not see.)

neapolitan mastiff raid

con un ruggito grido’ il suo nome, con un ruggito le altre belve accorsero.
(with a roar, he scream ‘its name, with a roar rushed other beasts.)

neapolitan mastiff raid

nessuno fece caso a me, la figura umana lego’ due belve e le porto’, oramai notte,

dietro una pietra da cui brillava la luce del sole.

(no one paid any attention to me, the human figure chained and took the two beasts, it
was night, behind a stone from which the sun shone.)

neapolitan mastiff raid

la prima belva, quella che mi aveva attraversato la strada, si volto’ verso di me e mi disse:
“ora puoi andare, testimone di una scelta sei stato chiamato ad essere.

ora che il sacerdote marino ha decretato il
suo nome, sei libero di andare.” e scomparve anch’essa.

(the first beast, one that I had crossed the road, stopped in front of me and said “you
can go now, you have been called to be witness to a choice. now that the marino priest
has decreed my name, you are free to go. “and disappeared he too.)

fu solo in quel momento che capii, fu solo in quel momento che
m’accorsi d’esser stato guidato, ma fu il terrore di un attimo, poi le
gambe furon di nuovo mie e potei tornare sulla mia strada.

(it was only then that I realized, it was only then that I realized I was been driven, but
this was be the thinking of a moment, then again, they my legs were mine again and I
could go on my way.)

M-A-C-I-S-T-E-D-I-M-A-C-I-S-T-E

mynameismaciste

“soffro” mi disse
“perché tante strade ho avuto davanti,
 ma fra tutte
ho scelto la più difficile”.

maciste la terza scelta

TESTA NAPOLETANA EMIGRATA IN APULIA

mastino napoletano sofia

BLACK DEVIL MACISTE

black devil maciste

BIG-BEAST-SOFIA-DSV

big beast sofia

TERRYFING GRAY SHADOW TOTTA

totta la bellezza del corso

SOFIA

mastino napoletano sofia dsv

mastino napoletano sofia

purtroppo nella vita si deve far conto anche con la morte…
per quelli a cui Sofia piaceva:

potente. molto muscolosa, agile, un carattere spettacolare. era il nostro gioiello.
aveva un lieve difetto, che coi mesi si era corretto facendola allenare in modo adeguato.
purtroppo, da poco trasferiti qui, non avevamo un supporto veterinario adeguato: aveva ingoiato uno straccio elastico caduto col vento, noi ci siamo accorti dell’occlusione intestinale e siamo andati dal veterinario il 26 dicembre.
abbiamo provato a liberarla, ma poi il 28 abbiamo dovuto farla operare.
sembrava fosse andato tutto bene, la notte è stata bruttina ma la mattina si era alzata e sembrava tutto a posto.
dopo un’oretta, ha vomitato un pezzo di stoffa che proveniva dall’intestino che il veterinario non aveva tolto.
parole testuali del veterinario al telefono: “non potevo infilare dentro tutto il braccio”.
poi è stata una questione di pochi minuti: setticemia… e sofia non era piu’.

Sofia aveva solo 19 mesi, calcola che un mastino si completa a tre anni…era spettacolare e lo sarebbe diventata ancor di piu’

i veterinari bravi e capaci sono rari dappertutto e per un cane che ha le dimensioni di un uomo serve un veterinario bravissimo, non solo bravo.
molti veterinari che qui abbiamo girato, non portano poi il necessario rispetto al cane, forse per la mancanza totale di cultura cinofila dell’ambiente in cui sono cresciuti.
allora corrono il rischio, viste le grandi dimensioni di un mastino, di essere grossolani nel loro lavoro, o meglio di non essere sufficientemente attenti, precisi, rigorosi.
è un problema purtroppo assai diffuso: il vero supporto ed aiuto ci vieni in realtà da amici allevatori che hanno avuto anch’essi le loro esperienze negative e le condividono aiutandosi a vicenda.
certamente infatti è anche una questione anche di esperienza, che i veterinari purtroppo devono farsi sul campo ed il fatto che i cani sul territorio siano normalmente di taglia media/medio-piccola non aiuta.

…i cani, di notte, non dormono.
i bambini, mica devi scegliere se farli dormire rinchiusi in una cella senza NIENTE, col nudo e freddo pavimento di cemento: è un paragone che non regge, perchè niente che un bambino possa infilarsi in gola, puo’ passare gola ed esofago per poi incastrarsi nel duodeno.

… e poi la fortuna si è fermata. non puoi guardare “sempre” i tuoi cani, puoi solo togliere di mezzo tutto cio’ che potrebbe creare un danno: avvero, dovresti levargli anche tutti i legni legnetti ed alberi, dovresti levare tutti gli eventuali giochini, dovresti farli vivere reclusi in 4×4 di mattonelle senza nulla. e se sono mastini, devi mettere sbarre e non rete perchè non sono pochi i cani che se la sono mangiata. dovresti imbalsamarli, mai piu’ farli correre liberi o giocare, mai lasciargli nulla, nemmeno i sassi che pure con questi possono morire. scusami, ma l’uscita del “cane incustodito in macchina” è in questo momento come minimo di cattivo gusto. perchè te col tuo che fai? lo lasci sul metallo del kennel o gli metti qualcosa sotto? i mastini sono cani pesanti, molto pesanti: la scelta è fra coperte e tappetini oppure infiammazioni perenni alle articolazioni. la notte poi, che faccio? li faccio dormire sulle mattonelle? per cortesia, risparmiamoci le fesserie in un momento come questo. già è ovvio che ci si sente in colpa, già abbiamo guardato le coperte in giro e pensato di toglierle tutte… ma non si puo’ nè lasciarli dormire sul nudo pavimento, nè passare 24 ore al giorno con gli occhi attaccati a loro. si toglie via cio’ che rischia di fare danno, via i rovi le spine via le rose via i rami di limone, via le imbottite via i cuscini, via i copricuccia. solo tappetini grossi di tela, che prima di poter mangiare deve lacerare per bene. anche questi sono un rischio, ovvio. ma non basta, i cani li devi guardare per vedere come stanno, per questo le ho tastato la pancia e per questo ci siamo accorti dell’occlusione. se non avessi trovato la bozza, non avremmo fatto un’eco il 26 dicembre, saremmo magari andati il 27…. ma non sarebbe cambiato nulla. lo sa il veterinario, lo so io. poi per carità, errare è umano e anche i veterinari sbagliano, ma porca vacca… mi accorgo dell’occlusione, la faccio operare, lui non verifica tutto perchè il cane *è grande e quindi sono scomodi*, perdo la mia cagnona perchè *è scomoda*…

perchè ovviamente il veterinario mi ha detto di non aver guardato tutto solo ieri mattina, quando gli ho telefonato perchè sofia ha vomitato altra stoffa. e anche li’ mi ha detto “meglio”… solo poco dopo, quando ha comiciato a perdere i sensi e nemmeno con punture di soluzione fisiologica si ripigliava ha pensato a quello a cui ho pensato io “se ieri alle 12 dopo 4/5 ore sarebbe stato troppo tardi… ora che di ore ne sono passate quasi 24… faccio in tempo a portarla di corsa a operare e tagliare l’intestino necrotico?”. non ho fatto in tempo nemmeno a pensare a come spostarla senza farle troppo male, non hai idea di cosa sia veder morire una piccina per emorragia interna, ci ha messo minuti, si inarcava tutta, respirava un po’ si e iun po’ no, aveva la pupilla talmente dilatata che non si vedeva il bianco… poi ho visto un guizzo… dei guizzi… sotto la pelle. tanti. ma lei non respirava piu’, a nulla è servito cercare di rianimarla, a nulla è servito dirmi accidenti a me fossimo andati dal mio veterinario a cento a quest’ora sarebbe viva. l’unica cosa buona che ne esce da questo, è che quel veterinario un altro sbaglio del genere non lo farà mai piu’. questo forse consola un po’ lui, ma a me… a noi, non ci consola nemmeno un po’. la nostra principessa non c’è piu’, e questo è troppo”

i mastini spesso sono tenuti segregati in box senza nulla, assolutamente nulla, per anni, con la giustificazione che cosi’ sono “al sicuro”, sono “protetti”.
in realtä, sono “protetti” solo dal loro essere cani.

una cosa tira l’altra, per i mastini con la scusa della “sicurezza”, comincia tutto dalla nascita: parti cesarei e balie usate per allattare. balie di piccola media taglia “per non schiacciare i cuccioli”… e lasciamo stare la fine dei cuccioli delle balie.
si comincia cosi’, e si continua tenendo rinchiusi a vita i cani in box di cemento ferro e piastrelle senza nulla, assolutamente NULLA,
nemmeno un legnetto da rosicare.
non è vita, anche se è “sicura” questa non è vita.

come ho detto ad un amico: pur se mutilata, la vita continua…

gogzilla

BUON ANNO SOFIA…
ovunque tu ci aspetterai… noi ci saremo…
R.I.P.

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per non morire la vita deve continuare …
Supersano 2012 d.c.
new entry…

athena

titania

bella quanto irrascibile Athena

athena-the-dominant

lei vulcanica e solare Titania

the-titanian

those who call fairies during the day, when evening falls become witches.
I am fairy and witch and queen of fairies.
I am a king’s daughter, but I do not like the pomp of the court, nor painting my face just to show me.
I prefer the game, the laughter, the joke.
someone will say that I have never grown up, others will say that I remained an assay.
I will say that not only beauty that I have I will give to my children, but also joy and laughter and play and an hope for a full life.

(giulydark)

MOLOSSI DA GUARDIA

duer azze due fazze

WARRIORS

canidaguardia

IL MESSAPICO

il messapico

il messapico si trova a suo agio ovunque…il mondo gli appartiene

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COHORS

Cane Corso è questo: appena operata ad una zampa, tolto un cerchiaggio che le stava mangiando l’osso, talmente dolorante da non riuscire a camminare… diventa vigile ed attenta per seguire me, che rientro in clinica per pagare…
Dal vetro oscurato la vedevo: gli occhi sofferenti non si sono mai distolti dalla porta.
Questa è lei, questo è un corso, questo è il mio corso…

this is the Cane Corso : just made an orthopedic surgery, to remove a cerclage that was eating her bone, she was so much in pain that she could not walk … but immediately becomes vigilant and attentive to follow me when I returned back into the clinic to pay …
I saw through the darkly glass her suffering eyes that she had never turned away from the door.
this is she, this is a corso, this is my corso …

cohors

Totta

era un corso delle prime ore discendente di terza generazione dal riconoscimento di razza, suo padre era uno di quei corsi giganteschi che erano “tutto” corso.
venne accoppiato con una femmina non proprio bella che purtroppo trasmise anche qualche tratto non proprio tipico ai figli, ma totta per fortuna prese dal padre
purtroppo a quei tempi non si pensava ancora di allevare e tottina venne sterilizzata: un errore…oggi i cani come il papa di tottina sono scomparsi, qualche esemplare di quelli che assomigliano a totta che a sua volta era simile al bisnonno Bulan sono molto rari e purtroppo spesso sono in mano a canari che li accoppiano con poco criterio, per “produrre cani”.
cosi’ fanno tanti tanti figli, ma questi in confronto al genitore hanno perso tutto, nulla piu’ hanno di quei vecchi corsi…questi cani si spiegano solo pensando che sono dei banalissimi incroci di mastino-corso.
in questo modo hanno perso quel poco di patrimonio genetico che ancora hanno, ma questi incroci oltre al fenotipo, hanno anche perso il pregio maggiore del corso: il carattere.

ti rendi conto di cosa significa avere un cane che pensa?
Un corso pensa e pensa a TE sempre…cosa che non fa il mastino.

un piccolo esempio:
ti ricordi la storia ” la profezia” in cui totta dice: “tu puoi passare, m’han detto, ma io non lo gradisco e voglio che tu lo sappia”… bene questo è il corso, cosi’ era totta. un cane che pensava e sentiva e decideva.
senza mai venir meno a se stessa.
aveva nove anni e ancora sino all’ultimo mese di vita con un osteosarcoma che le stava mangiando l’osso buttava giu’ mastini…era la regina incontrastata
e ancora:
Tottina aveva quasi 9 anni. un osteosarcoma alla zampa: non l’avevano visto nella radiografie, si pensava e si sperava, che fosse una infezione dovuta al ferro che dopo la rottura della tibia aveva nella zampa. non era cosi’, tolto il ferro l’osso era quasi totalmente mangiato. correva solo perchè il ferro la reggeva. un mese, 5 veterinari… e nessuno aveva visto.lei non si era lamentata, solo, un mese prima, un cai che aveva destato allarme. poi basta, fino al giorno della puntura. non ha detto nulla, eppure le si stava mangiando l’osso da dentro. da mesi. l’ultimo giorno in cui camminava ha buttato giu’ le mastine, l’ultimo giorno di vita e l’unico in cui ha dato segno di provare dolore e stato lo stesso giorno in cui ci hanno comunicato l’esito della biopsia, l’abbiamo imbottita per la prima volta di antidolorifico ogni mezz’ora, a saperlo prima non l’avremmo mai fatta operare ma cercato di farla correre dove piu’ le piaceva… ha ringhiato dal balcone al tizio di fronte, come faceva ogni giorno quando lo vedeva aprire il cancello, ha ringhiato a maciste che voleva rubarle il suo legno preferito poi nel primo pomeriggio dal veterinario,lei lo fissava guardinga, poi è stato un attimo…

cohors

piccina…insieme in questa e in tutte le vite

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